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IL VINTAGE SECONDO CRISTIANA





Prima di far partire la nuova rubrica di Cristiana, che tratterà di vintage, ho pensato di farle questa piccola intervista per far conoscere qualcosa di più del suo punto di vista sulla moda, sulla sartoria, e ovviamente sul vintage.


Ciao Cristiana, quando hai scoperto la tua passione per i vestiti vintage? Da chi la hai ereditata?
E' una passione che credo di aver sempre avuto, ereditata dalle donne della mia famiglia, nonna mamma e sorella. Tutte e tre amano le cose belle e di alta sartoria.

Il fenomeno del vintage abbraccia non solo vestiti ma accessori, oggettistica, arredamento editoria, grafica, secondo te da cosa è motivato questo interesse? Come ti spieghi questo interesse in crescita?
Ritengo che la crescita esponenziale di questo fenomeno derivi dalla voglia di indossare o utilizzare cose ben fatte e tendenzialmente artigianali. Spesso gli oggetti del nostro tempo non sono fatti per durare, la filosofia dell'usa e getta è in crescita e quindi per contrastare ciò si ritorna al passato.

Credi che il vintage possa essere alla portati di tutti?
Non tutto. Abiti di alta moda o oggetti di design che sono nati cari, continueranno a costare molto e rimarranno avvicinabili solo a pochi.

Cosa ne pensi della moda che si ispira al vintage?
Sono favorevole perché così facendo si dà la possibilità a chi non ha vissuto una determinata epoca di immergersi quasi totalmente e di sviluppare una curiosità tale da entrarvici ancora di più.

Sartoria e vintage: in che modo questi campi sono legati?
Senza ombra di dubbio sono legati dal fatto che gli abiti vintage hanno una cura per i dettagli tale che solo la sartoria può replicare.

In un mercato dove i vestiti nuovi son reperibili per pochi euro in che modo ha senso parlare di sartoria e vintage?
Se si amano le cose belle e curate, sia per quanto riguarda la stoffa che per i dettagli che compongono l'abito stesso, è difficile acquistare pezzi di grandi catene e risulta di conseguenza più facile avvicinarsi alla sartoria.


La moda degli ultimi anni, anche quella delle grandi catene, sembra avere riproposto il vintage. Riproposta, rivisitazione o cosa?
Sono dell'idea che la moda sia ciclica ed è per questo che ogni anno torna un pezzo must che andava di moda magari 30 anni fa.

Il tuo capo must have?
Le ballerine (ma ne avrei almeno altri 4!).

Il capo vintage che invece NON sopporti?
Le magliette con l'ombelico di fuori, non me le sono mai potute permettere.

I capi vintage che vorresti vedere di più in giro?
I cappelli.

E ora qualche domanda sulla tua esperienza a scuola.
Come ci hai trovate?
Tramite internet! Leggevo commenti sempre più positivi sulla scuola e ho iniziato ad incuriosirmi.

Quanti capi hai realizzato da settembre ad oggi?
Per il momento ho realizzato 7 capi.

Qual è il tuo preferito?
Il mio capo preferito è recente, una gonna a trapezio color marsala, ma quello che mi ha emozionato più di tutti è stato un abito blu, di ispirazione vintage che abbiamo confezionato per la mia partecipazione  a "Officina del Vintage" a Ferrara. La stoffa, realmente vintage, mi è stata regalata da Sara e Gretel per l'occasione.

Cosa pensi di aver imparato in questi mesi?
Grazie al corso ho capito fino in fondo l'importanza di un metodo e di insegnanti che ti trasmettano l'amore per le cose fatte bene. A mia volta, grazie all'entusiasmo che fin dal primo giorno di scuola mi accompagna in questa nuova avventura, ho fatto capire ad altre persone l'importanza della sartoria e ora sono anche loro allieve.

Quali sono i prossimi progetti di confezione?
Vorrei iniziare a concentrarmi su pantaloni e pantaloncini più estivi, ma è difficile staccarsi dalle gonne!

E il capo di ispirazione vintage che vorresti realizzare?
Vorrei riuscire a realizzare un trench, essendo una fautrice di questo capo d'abbigliamento!



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