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VALENTINO S/S 15: STRUGGENTI FANTASMI DI SIRENE





Non credo di fare mistero del mio amore per le creazioni Valentino, made in Chiuri e Piccioli
Per il mio gusto, rappresentano quanto ci sia di meglio sulla scena contemporanea, sia per quanto riguarda l'Haute Couture, sia per il Pret-a-Porter, perché la loro missione ha completa aderenza con il mio modo di intendere la moda. 
Discutiamo spesso, io e Sara, a questo riguardo. 
Lei, come molti, trova che la grande attenzione rivolta al decorativo, dai due designer, sia a scapito del taglio. Dal suo punto di vista di modellista, ritiene che le forme si rincorrano, anno dopo anno, senza molte innovazioni; non si può certo darle torto. 
Se si osservano le varie collezioni, dal 2008 ad oggi, si può notare come i cambiamenti, nel taglio dei capi, siano pochissimi: invisibili evoluzioni, più che e vere e proprie innovazioni. Le profondità dei girocolli, le forme degli abiti, le curve delle gonne, le ampiezze delle maniche, si richiamano da un anno all'altro, da una collezione all'altra, in un austero mise en abyme: ("mise en abyme" indica una tecnica nella quale un'immagine contiene una piccola copia di se stessa, ripetendo la sequenza apparentemente all'infinito).
Dal mio punto di vista questo modo di procedere è una qualità piuttosto che un difetto -non voglio tediarvi, ed entrare troppo nel dettaglio, parlando, per esempio, delle duemila ore di ricami, eseguiti su di un cappotto, per legittimare il fatto di come questo tipo di scelta non sia legata a una "pigrizia creativa"-. Credo che la sobrietà delle forme e dei volumi vadano interpretati come se fossero delle tele neutre da riempire con il mirabolante racconto dei decori, dei motivi, della scelta dei colori, degli intarsi. 
Mai casuale, ogni collezione è sintomatica di una ricerca scientifica, rigorosa e possente. Ogni capo è un tassello del racconto. Per portare un esempio: nelle prime uscite, di questa collezione, i capi che hanno quel punto di colore "blu profondo" stanno irrevocabilmente a preannunciare il profondo "oltremare " nel quale giaceranno quelli delle ultime uscite.

   «Il senso di una contemporaneità che si nutre di contrasti, l’amore per il melange di input visivi, artistici, letterari, sintetizzati in una scrittura nitida e vibrante definiscono l’approccio stilistico di Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. Contaminazione, di stili e di linguaggi, è la chiave del loro metodo».

Non sono solo parole, se ne usano tante nel fashion system,



io in un abito come questo la ritrovo tutta la dichiarazione di intenti contenuta in quelle parole.
Inizio a leggerne la "scrittura nitida e vibrante" dal basso, e quando arrivo al "calamaretto" posto sopra al cuore, mi scende una lacrimuccia da tanto è coerente e giusto.
Il tema marino non sarà originale, ma io non l'ho mai visto trattato in maniera così evocativa. Fantasmi di sirene imprigionati nei relitti di qualche vascello, struggenti ed evanescenti, diventati cosa unica con l'ambiente degli abissi nel quale sono immersi: coralli, stelle marine, squame, conchiglie, pesci, meduse, alghe, fluorescenze; il tutto sospinto su e giù senza posa, portato dalle correnti fluide delle vesti di seta.
Un finale toccante. Me lo sono rivisto almeno una ventina di volte.

Per vedere la moltitudine di suggestioni di cui è ricca la collezione, ispirata ai Gran Tour in Italia, durante l'800, consiglio vivamente la visione della sfilata a tutti.

















Tutte le immagini sono state prese nei canali ufficiali di ValentinoFacebookInstagram.




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