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UN PICCOLO WORKSHOP NEL FAR WEST



Oggi giornata decisamente no per me, in esilio da due settimane nell'estremo ponente. Ho fatto i capricci come una bambina: "Voglio tornare a casa!". 
Mi manca tutto della mia Genova. 
Mi manca il laboratorio, mi mancano i miei vicoli e il mio porto; mi manca correre la mattina, i miasmi dell'acqua ferma di alcuni bacini, il Bigo, la Lanterna e la sopraelevata; mi manca Vitale, Eataly, il Delfin, e Pesce; mi manca lo sghignazzo del barbone francese, la vecchietta pazzerella che staziona sotto casa mia, le prostitute della Maddalena e la voce della cantante lirica che arriva fin su al quinto piano -nella versione con il flautino mi manca un po' meno-; mi mancano i miei cinque piani di scale, il mio terrazzo, la mia vasca da bagno; mi manca il mio letto, i miei tetti, i suoni consueti che arrivano dall'intrico di dedali su cui sono sospese le mie finestre; mi manca la vista sull'ascensore di Castelletto, la cupola di San Siro e i gabbiani, e gli aerei, che vedo scendere sulla città quando sono sul divano, e le sirene delle navi. Mi manco io, sconosciuta e solitaria, in quella città che riconosco come "casa". 

Questa cattività, in questo gioiello del ponente, è in realtà iniziata in un modo molto carino: alcune mie vecchie amiche mi avevano chiesto di fare un piccolo corso. Inizialmente, e con un po' di ingenuità, mi ero convinta di poterlo condurre da sola. Avevo fatto scegliere loro alcuni modelli di gonne, della cui realizzazione ho abbastanza padronanza. Quando hanno iniziato a chiedermi alcune varianti -come la vita bassa che non ho mai affrontato, perché credo di non indossare qualcosa a vita bassa dal 2008- è stato necessario l'intervento di Sara.








Sara -dell'odore di santità ne avevo già parlato, vero?- ha fatto i cartamodelli più impegnativi lasciando a me il compito delle basi per gonna, che avevo promesso di fare per le ragazze, e i rimanenti cartamodelli: emozione, emozione, per me è stata la prima volta!
Con la scusa del workshop ha approfittato per venire finalmente di persona a vedere il famigerato "Far West". Sono stati due giorni molto carini e le ragazze sono state diligenti ed interessate: anche se qualcuna di loro se la cava già con la macchina da cucire, nessuna aveva mai fatto una vera lezione di sartoria, per capirsi, nessuna sapeva dell'esistenza dei punti molli! 
Dopo circa un anno, data in cui ho iniziato a frequentare qualche lezione ad Alessandria, rimango sempre colpita da come il cucito abbatta immediatamente quasi qualsiasi barriera di timidezza, riserbo ed imbarazzo e sposti subito il livello in una dimensione confidenziale.
Rimango anche meravigliata da quanto il tempo si dimezzi quando le ore sono consecutive invece che strutturate in lezioni separate, come solitamente avviene a Genova. Sara me lo aveva preannunciato, impedendomi infatti di proporre vestiti, ma io ho dovuto -come al solito- vederlo con i miei occhi. Per dare la misura della cosa: solitamente a scuola alla quarta lezione (cioè dopo sei ore) tagliamo già il modello nuovo e concludiamo il primo, in questo workshop, di circa quattordici ore, abbiamo terminato le gonne.

Approfitto di questo post per dirvi che la scuola riaprirà il 28 agosto alle 14, che la lezione successiva sarà sabato 30 e che presto vi daremo un calendario più dettagliato.

Un ringraziamento è doveroso a Marine di Supercut che, con la velocità del suo servizio, ha ovviato al problema di reperire i tessuti in quest'angolo di mondo!

P.S: le foto sono oscene, ma se forse le intitolassi "penombra di una domenica pomeriggio" acquisterebbero un nuovo senso!
Gonna a tubo in denim

Gonna a ruota in cotone

Gonna a 4 teli lunga in cotone
Gonna a Godet in shantung morbido di seta

Gonna a 4 teli in rasatello di cotone







2 commenti:

  1. Siete bravissime ragazze, un giorno vi voglio anche nel "Far East"

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  2. Prima o poi uniremo le nostre forze per un super-workshop! Abbi fede!

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