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STRAZIAMI MA DI RIGHE SAZIAMI



Stripes is a state of mind.
Può sembrare una di quelle frasi che appartengono ai gerghi fastidiosi di cui si abusa quotidianamente sui social, ma per me è la variante che rende concreto il senso di "state of mind".


La mia passione per le righe è concetto assodato, qualcosa che trascende le effimere e capricciose tendenze della moda. È uno stile che fa parte di me. Nulla come una marinière mi fa sentire immacolata e sicura. 


"Le righe orizzontali ingrassano".

Questo è uno dei luoghi comuni della moda contro il quale mi accanisco più ferocemente.
Ammesso, e non concesso, che sia davvero così, il piano del discorso, per me, è un altro. Il mio sguardo si ferma sempre ad ammirare la figura di qualsiasi donna, qualsiasi sia il tipo di abbigliamento con cui l'accompagna, che indossa la celebre maglia a righe - e anche l'abuso che se ne è fatto in certi anni non è stato in grado di intaccare il mio amore: no, non ce la farete nemmeno voi, genovesi, con i vostri maxy dress a righe a farmele odiare, anche se devo ammettere che ci state mettendo dell'impegno. Sono sopravvissuta a ben di peggio-
Non mi viene mai da pensare se chi le porta sia grassa o magra. Questo capo ha il potere, come pochi altri, di spostare l'attenzione dalla donna e dal corpo, e di diventare un materia evocativa: nel mio immaginario la marinière profuma delle maree dell'amata Bretagna, solida e inesorabile come le nebbie che ne sconvolgono i litorali. La marinière sa di sale e di vento, di spiagge bianche e di secchielli di bambini, ma anche, per un ardito contrasto, di frenetica eleganza parigina.

Come in ogni dipendenza, l'amore per le strisce non si ferma alla marinière, ma contamina ogni capo del mio guardaroba. Inevitabilmente, cronaca di una morte annunciata, una volta iniziato a cucire era chiaro che non avrei potuto far altro che soccombere al dare corpo alle stoffe a righe.

Questi sono stati i miei primi esperimenti e risalgono ad alcuni mesi fa, ora, pregna dei miei progressi, li guardo con un po' di puzza sotto il naso, e mi costringo di tanto in tanto ad indossarli: la maglia raglan, per essere giusti, non è affatto male, ma la gonna a micro righe -in realtà anche l'altra-, uno dei miei primi lavori, è quella che in gergo si può definire una vera e propria modastrofe, ha più errori che fili!






Queste due stoffe sono in attesa di essere lavorate; il cotone bianco e celeste diventerà probabilmente una marinière per l'autunno, vorrei trovare un tessuto panna dello stesso peso (è molto pesante) per fare il collo e le spalle a contrasto.

Mimmi eternato per i posteri
Questo crêpe de chine in pura seta proviene dalle rimanenze di un negozio di stoffe attivo negli anni Ottanta, di cui era titolare la mamma di una nostra allieva: sto valutando se farci qualcosa già per questa fine estate, o lavorarlo con calme durante l'inverno.
In ogni caso, grazie Valentina per lo splendido regalo! Cercherò di farne un uso sapiente e degno di tanta generosità.







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