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LUCARDA



"A te aggrappata d’intorno
La febbre de la vita".
Genova, D. Campana


Da quando ho iniziato seriamente a cucire ho inferto un grave colpo alle mie pericolose tendenze di shopaholic: mi sono vietata di comprare vestiti. Diciamo che la mia natura ha trovato altri modi di manifestarsi, ci sono pur sempre le stoffe (ma quelle non valgono perché è materiale di lavoro-ahahah, sì, brava, come no), i cosmetici, le scarpe, eccetera eccetera... ma andiamo oltre.
Sono pochi i capi che fanno eccezione al veto, tra questi le t-shirt. Questo avviene i seguenti motivi:
- trovare un ottimo cotone da cucire non è semplicissimo, chi me la garantisce la qualità?
- per quanto riguarda le rifiniture di colli e maniche è difficile trovate in commercio quelli "veri" da t-shirt e bisogna ricorrere allo sbieco o ad altri rimedi palliativi (se qualcuna avesse suggerimenti in merito sono ben accetti)
-essendo il principe dei capi basic, la mia maniacalità esige che sia perfetto, e come ho già spiegato io non sono ancora in grado di cucire capi perfetti, ma nemmeno lontanamente
La mia prima passione in fatto di t-shirt sono quelle bianche: le compro da Petit Bateau, da anni oramai, ne ho accumulate una ventina, proprio per la proprietà del cotone di sopravvivere intonso a decine di cicli di lavatrice a 60 gradi.
L'altra mia passione sono quelle in stile marinaro, a righe, (questa passione merita un post che è già in cantiere) e per queste ho il mio luogo prediletto dove poter acquistare la tipica "maglietta" del vero marinaio genovese, nel compiacimento di poter soddisfare un vezzo in maniera,  per quanto possibile, autentica.
Questo luogo è Lucarda, che fa parte della Botteghe storiche di Genova.
Il negozio è situato in Sottoripa, l'antichissimo porticato a ridosso del Porto Antico, risalente addirittura al XII secolo, dove si mischiano tutte le razze del mondo, in un brulicare di odori e suoni, dove tutti urlano i loro idiomi e la vita è proprio viva. Mi piace compiere detour in questo marasma, trasognata, deambulando sospesa; mi figuro sempre di essere in una delle Città Invisibili, e come diceva Paul Valery,  "Mi ci sento perduto e familiare, piccolo e straniero".
Lucarda si trova lì, insieme alle friggitorie, ai kebabbari, ai cinesi, alle bettoline, ai pakistani, alle enoteche, alle drogherie storiche: è un posto fuori dal tempo, in cui salendo una scaletta puoi trovare di tutto (oggi ho scoperto che ci sono anche delle stoffe!). L'affastellamento di capi dal sapore antico, che nulla hanno a che vedere con la razionalizzazione dei negozi di ordine moderno, mi dà l'impressione che qualche mareggiata capricciosa di tanto in tanto penetri lì per rimescolare tutti i suoi cimeli.
Procacciare t-shirt in questo luogo, dove comprare diventa quasi un atto puramente estetico, non può essere un peccato.
















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