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COROLLA DRESSES: LA NOSTRA ESPERIENZA



"Voglio il cartamodello della gonna a corolla!"
Dicevo come una bambina capricciosa a Sara, e corredavo la mia richiesta con immagini varie, rubacchiate qua e là, alle quali lei opponeva uno sguardo attonito, ma assecondandomi come sempre, come appunto si fa con i bambini. 
I risultati non erano mai quelli che speravo perché le mie idee erano poco chiare e di conseguenza lei, bombardata da tali discordanti "suggerimenti", non riusciva a capire cosa realmente volessi.
Fino al giorno in cui, casualmente, l'arcano è stato svelato: nella modellistica tradizionale la gonna a corolla è esattamente il contrario di quello che io pensavo, segue la linea dei fianchi per poi aprirsi sotto il ginocchio, imitando più la linea della campanula che quella del tulipano (è chiamata anche gonna a sirena). Sara me l'ha confessato in un momento di esasperazione e in un secondo tempo ne ho avuto la conferma in una lezione di modellistica con Rosetta.
Io, forte della spocchia tipica dell'inesperienza, ho ribattuto: "Beh, sarà anche quella, ma adesso le gonne chiamate Corolla sono altre, Max&Co ci ha fatto addirittura una capsule con questo nome: i famigerati Corolla Dresses". 
Risolto il problema linguistico, Sara, che è già in odore di santità, ha raccolto la sfida, lanciandomene una a sua volta: "Bene" ha detto " se è quella che vuoi, andiamo a studiarla sul campo".
Una premessa è essenziale: io appartengo a quella categoria di persone per la quale entrare in un negozio senza comprare è peccato capitale. Mi prendono un'agitazione e un imbarazzo indicibili, mi sento una ladra!
Sara ha voluto mettermi alla prova, facendomi testare fino a che punto ero disposta ad arrivare per avere il mio prezioso cartamodello.
Così, in un tiepido mattino di maggio, siamo partite, per la nostra missione di spionaggio industriale, alla volta di Max&Co. Mentre io, atterrita e sudante, non sapevo dove posare mani e sguardo, Sara con un'incredibile faccia da tolla si è fatta portare un Corolla Dress e l'ha indossato, stando mezzora davanti allo specchio, opponendo un'espressione bovina ai consigli della commessa, che le spiegava quali tipo di migliorie sartoriali poteva apportare al vestito.
Esilarante! Ho assistito ad una performance degna di una attrice navigata. Il momento in cui volevo svenire è stato quando, alla commessa, Sara, assolutamente ignara dei comportamenti da tenere in un negozio, considerato che non li frequenta mai, ha chiesto: "Possiamo fare una foto?". La commessa ha subito annuito, probabilmente incredula davanti a tanta sfacciataggine.
Sara! Viviamo dell'era dei selfies in camerino, ci sarà un perché, no?
Comunque... missione compiuta. Sara ha potuto studiare le pinces, la curva della gonna ed elaborare le strategie per la realizzazione.
Hanno dedicato una lezione del gruppo avanzato di ricerca modellismo ad Alessandria per disegnare il cartamodello e io alla fine ho vinto la mia Corolla Skirt!
Qui di seguito troverete alcuni esempi di realizzazione di questo modello: Sara ha fatto un vestito, io due gonne delle quali sono decisamente entusiasta.

Le mani abili di Sara modellano la carta


Il volume di questo capo si vede già nel cartamodello

Pinces, pinces e ancora pinces: venti in totale


Variante in taffetà di seta azzurro polvere

In questo caso ho deciso di non chiudere le pinces, ma non per pigrizia, eh!
Dettagli del Corolla Dress di Sara


Versione in Piquet di cotone molto pesante con stampa a fiori




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